Il gigolo a Pescara cosa ci fa? Ma ovviamente è in missione speciale per conto di qualcuna che voleva conoscermi…All’ultimo momento quasi rinunciava all’appuntamento per un imprevisto, ma poi alla fine il tutto si è risolto in maniera magistrale.

A distanza di tempo, mi invia le sue sensazioni, pensieri, emozioni di un bacio con il gigolo a Pescara.
Quando ho letto il testo, mi sono ricatapultato all’instante su quella panchina, in quel pomeriggio, in quell’istate, rimasto nella mia memoria e fatto risorgere in un secondo quando scorrevo le seguenti righe.

“Ed eccoci seduti lì, su quella panchina di marmo riscaldata dall’ultimo sole di ottobre…
Io, che ti parlo delle mie esitazioni, e tu, che finalmente mi cingi con le tue braccia e cominci
ad accarezzarmi, con delicatezza…

Mi chiedi: va bene così? mi baci l’orecchio attraverso i capelli, ed è l’inizio di tutto… mi giro e…
le nostre bocche si uniscono, il tempo non esiste più, il resto del mondo scompare…
Mi chiedi a cosa sto pensando, ma in realtà io non penso a nulla…

a parte forse che vorrei rimanere così per sempre, sospesa in questa sorta di estasi, in cui sento una calda energia pervadermi ovunque, in cui ogni gesto è perfetto e ogni parola è quella giusta, in cui il desiderio che fa fremere il mio corpo è allo stesso tempo pace dei sensi e della mente…

La tua lingua è così morbida, e baciarti è così naturale, che mi sento come se non avessi mai fatto altro dall’inizio dei miei giorni… Come se io e te fossimo una cosa sola, da sempre…
La tua mano si spinge tra le mie gambe e io, di solito così razionale, in quel momento avrei fatto l’amore con te anche lì, su quella panchina, o dietro un cespuglio, o da qualsiasi altra parte…

Solo non avrei mai voluto separarmi da te…
Avrei voluto soltanto lasciarmi andare tra le tue braccia, perdermi nei tuoi baci e nelle tue carezze e dimenticare tutto…

Talmente immersa nell’istante presente da essere incapace di prendere iniziative o decisioni…
E allora purtroppo la realtà ha preso il sopravvento, e ci siamo dovuti alzare, e io stringevo la tua mano e camminavo con le palpebre socchiuse dietro gli occhiali da sole, e tu sorridevi…

Poi, quell’ultimo bacio, noi due in piedi sotto un albero…e la promessa di rivederci presto…Infine, il ritorno a casa, guidando in una specie di trance, e l’incredulità e il piacere sottile di stare vivendo sensazioni mai provate prima…

Caro mister Gigolo a Pescara, questo è stato il nostro primo bacio per me…”

Ora che avete letto attentamente il tutto vorrei sapere da voi come avete vissuto il vostro primo bacio con qualcuno di speciale, dove si è svolto e poi se nel ripetersi avete avuto le medesime sensazioni oppure cos’è cambiato.

Anche che importanza ne avete dato in quell’istate e se nel corso del tempo, baciando la stessa persona le cose son cambiate e perché. Fate anche voi un tuffo nella vostra memoria, chiudete gl’occhi e dateci dentro con la vostra descrizione.

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