accompagnatore per donne Treviso

Accompagnatore Per Donne Treviso

Accompagnatore per donne Treviso, così giusto per concludere la settimana alla grande! Buongiorno tremende dal vostro gigolo preferito. Arrivata la sua mail contenente il trasformarsi del nostro appuntamento durante la giornata. Buona lettura fanciulle…

“È il mio giorno di riposo quindi mi rigiro nel letto fino a un ora e mezza prima del tuo arrivo…
tu, tremendo accompagnatore a Treviso, al telefono mi ordini di alzarmi e di andare a comprare qualcosa per il pranzo.

Conoscendomi già sai che il mio frigo è vuoto…mi alzo e ubbidisco naturalmente facendo tutto di corsa, ma quando suoni alla porta sono ancora in alto mare…io e la mia casa siamo un disastro…entri e mi guardi sconsolato e rassegnato.

“Scommetto che solo io ti accolgo con la tuta e il mocio in mano.”
“Ci devo pensare…”
“Neanche mia mamma faccio venire quando la mia casa è così”.
“E perché me si?”

Una buona domanda in effetti mi fa il mio accompagnatore…ma difficile imbarazzarsi ormai.
Con te non devo essere perfetta…posso essere me stessa con tutti i miei difetti e possiamo riderne insieme…o meglio tu puoi prendermi in giro con mio grande divertimento.

Vino bianco, sigaretta, pranzo veloce preparato da te, io ci provo ma vengo estromessa quasi subito.
Così inizia il nostro “festino” come lo chiami tu…ancora mi stupisco di come possiamo divertirci così nella mia piccola casetta con qualche bottiglia di vino, della musica e…solo noi in realtà…

Le ore passano senza accorgersene mentre beviamo, ci raccontiamo cosa è successo negli ultimi giorni, io ti stresso con il mio lavoro, ricevo anche una telefonata…tu un po’ seccato mi chiedi se finalmente ho deciso di cambiare. Ci spostiamo sempre insieme per l’appartamento perché non voglio lasciarti neanche un minuto…

Ogni tanto penso al fatto che avremo potuto non vederci più e mi prende una fitta allo stomaco. Ti ascolto parlare senza sosta di combattimenti e serate pazze, guardo le tue foto degli anni passati…sai che mi fai impazzire con i capelli lunghi.

Ti osservo muoverti nella mia casa, tra le mie cose e riesco solo a sorridere…penso che non ti vorrei diverso in niente…cerco di trovare qualcosa, ma ci rinuncio presto.

Mi alzo dal divano metto le mani nelle tasche posteriori dei tuoi jeans, appoggio la mia testa sul tuo petto,
ci muoviamo insieme al ritmo della musica…respiro il tuo profumo, ti stringo forte.

Mi fai fare qualche piroetta anche se faccio fatica a stare in piedi e rischio di cadere. Ridi di me ma mi tieni saldamente… mi sento al sicuro.
Come ogni volta che ci vediamo a casa le cose cominciano a diventare confuse presto…le risate si susseguono per i motivi più sciocchi, io finisco per terra vicino al divano. I bicchieri continuano a rovesciarsi ovunque…

Mi accarezzi, mi baci, ogni tanto mi tiri uno schiaffo, mi blocchi con qualche mossa da combattimento.
La musica di kill Bill…di Nina Simone…il mio letto dove oggi ci prendiamo lentamente senza foga, guardandoci negli occhi, baciandoci a lungo, voglio godermi ogni momento…

Ti voglio tantissimo…tu lo sai, lo senti, mi sorridi…non ho bisogno di dire niente sai cosa sto pensando, mi leggi dentro.
Poi si corre a fumare in salotto…ancora qualche bicchiere di vino…”è il quarto orgasmo che ho oggi”.

Tu scoppi a ridere “certo come no. Io ne ho contati almeno diciotto”. In effetti ci sei andato più vicino tu.
Poi qualche idea per un altro viaggio, cominci a vaneggiare sui miei vestitini estivi e la presenza o meno della biancheria intima.

Suonano ma non è il mio gigolo a Treviso…è il fattorino con la cena, io mi vesto al volo e già mi preoccupo per cosa succederà stavolta. Infatti sento la tua voce dal salotto che gli chiede “e i preservativi non li hai portati?”

Scoppiamo a ridere tutti e tre, poi però ti dico di smetterla di fare lo scemo, ormai con i tuoi scherzi sono diventata lo zimbello dei fattorini di cibo da asporto della città.

Ancora parole che con il passare del tempo cominciano ad avere sempre meno senso…meglio smettere prima di dire qualcosa di sbagliato. Io ti accarezzo e tu mi abbracci forte, riesco solo a dire “mi sei mancato in questi giorni”… resto in silenzio, fa male ma faccio finta di crederci Raul perché non voglio che tutto questo ancora finisca.”

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