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Gigolo Milano, Una Favola

Gigolo a Milano, con te sto una favola! Queste le parole che il vostro accompagnatore per donne si è sentito dire nei tre giorni passati tutti d’un fiato. Buongiorno mie adorate, eccomi qui nuovamente a casa mia, dopo aver passato 72 ore assieme alla fantastica donna che mi ha voluto assieme a lei per questo soggiorno.

Lei ha cercato il suo accompagnatore a Milano già quest’estate, dopo esserci accordati ci siamo visti quella prima volta, durante la quale aveva promesso di rivedermi e l’ha fatto veramente. Solo che questa volta ha ben pensato di allungare il nostro soggiorno, non soltanto per una notte.

LA PRIMA SERA

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Ed eccoci nuovamente assieme, io la raggiungo a casa sua a Milano, lei mi aspetta al suo garage, ha la macchina pronta per la partenza, carico la mia valigia, mi metto alla guida e via verso nuove emozioni. Da qualche mese che non ci si vedeva, ma rivedersi è stato la cosa più naturale che poteva succederci.

Per l’ora di tragitto con l’auto ci siamo raccontati le ultime novità, abbiamo chiacchierato come fanno due vecchi amici che non si vedono da un po’, ci siamo scrutati come fanno due sconosciuti che poi si incontrano nuovamente per caso e ci siamo annusati come due animali per riconoscersi.

Finalmente abbiamo raggiunto l’hotel, il facchino pronto a portare in stanza tutti i nostri bagagli e noi altrettanto pronti a scendere nella hall per ordinare il nostro primo aperitivo. Perché primo? Ma perché nei tre giorni ne abbiamo bevuti un bel po’.

Il gigolo e la sua bella, nuovamente assieme ed il tempo è lì che si ferma un attimo per noi. Tutt’attorno è silenzioso, solo una lieve musica di sottofondo ci accompagna, lei è in splendida forma, mi dice di quanto è felice nel rivedermi e allo stesso tempo vuole sincerarsi che lo sia pure io.

Ed ecco che le mani iniziano ad allungarsi, le faccio una carezza e poi le stringo la gamba, lei si gira di scatto e mi sorride, percepisco già da ora la sua voglia, mi prende la mano e se la fa scivolare piano tra le gambe, mi fissa e mi dice scherzosamente che devo guadagnarmela.

Ovviamente dopo qualche secondo sbottiamo a ridere entrambi e allo stesso tempo decidiamo di alzarci per farci una doccia veloce e scendere a cena in un ristorante molto chic all’interno della struttura. Entrambi nudi e ghignoni dopo il doccione in stanza, abbiamo qualche difficoltà a scendere all’ora stabilita della prenotazione, il motivo credo ve lo immaginiate.

Cazzo, siamo la coppia più figa all’interno del ristorante, non per vanto ma perché tutto lo staff ci ha fatto i complimenti, sottolineando il fatto, pure una coppia che stava affianco a noi ce li ha fatti…Non è che per caso lasciavamo una scia di ormoni galoppanti?

Scommetto che a nessuno sia passato per la testa che eravamo un coppia composta da una donna con il suo accompagnatore. La cena prosegua degustando delle pietanze molto raffinate e gustose, tra un brindisi e l’altro, a fine pasto ordiniamo un rum (Zacapa) accompagnato con della cioccolata fondente, lei non l’aveva mai assaggiato con questo abbinamento e devo dire che ne è rimasta molto soddisfatta. Scatta un vorticoso piedino da parte sua.

L’ARRIVO IN STANZA

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Sazi della cena al punto giusto, sorrisino stampato in faccia anche grazie all’aiuto del rum, ci fumiamo una sigaretta all’aperto, salutiamo tutti e ci dirigiamo verso le nostre stanze. Arrivati al piano lei si toglie le scarpe ed inizia a sculettarmi davanti agli occhi, con quella sua leggerezza, con quella armonia che poche donne hanno.

Fare il gigolo ha i propri vantaggi, come questo spettacolo che si para davanti ai miei occhi, una donna decisa che va verso il nostro talamo, sorridente, vogliosa e superba. Camminando per il corridoio le piazzo subito due belle sculacciate, intanto così, giusto per gradire e fargli ritornare in mente chi comanda.

Tessera sul dispositivo apri porta e tac, finalmente soli, con le antenne del desiderio diritte, frizzanti e decisi. Da qui inizia lo spettacolo, quello a luci rosse, anzi rossisieme. Si toglie quel bel suo giubottino in pelle nera con zip e la gonna in un paio di secondi e si getta sul lettone in auto reggenti, slip e canotta.

Io la fisso per qualche istante, mi godo tutto questo spettacolo di assoluta meraviglia ed inizio ad accarezzarle le gambe, appoggiando il suo bel piedino sul mio sterno. Sento i suoi muscoli tonici, particolare che mi fa impazzire di una donna, fino a quando le mie mani non raggiungono il suo incrocio.

Si, lo sento, quella sensazione di bagnato che trasudano dai sui slip, ma non è sudore! Allora piano piano infilo le mia dita oltre a quel muro di seta ed inizio ad ispezionare leggermente la zona calda. Lei distesa, occhi chiusi, inizia a dimenarsi lentamente, come se ballasse con le note di una musica che solo lei può sentire.

Mi fermo ed inizio a sbottonarmi la camicia e lei sposta il suo piede sul mio membro sopra i pantaloni ed inizia a stuzzicarmi ferocemente. Ora non siamo più la cliente e l’accompagnatore per donne, ma due corpi, due menti, due anime che si vogliono in quel preciso memento.

Entrambi, ancora oggi non ci ricordiamo a che ora come ci siamo addormentati, perché eravamo così presi dal trasporto della passione e voglia che non ci fermavamo mai di sbattere l’uno contra l’latra, cambi di ritmo, cambi di posizione, un groviglio tra le lenzuola, il fuoco dentro.

LE GIORNATE SEGUENTI

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Le giornate che si son susseguite, si son alternate tra sveglia sessuale del mattino, allenamento, bagno in piscina, pranzo col botto, riposino, sesso, bagno turco, massaggio da professionista cubana dell’albergo, sesso, aperitivi, cena, sesso e ora magari lasciami un po riposare, no? 😉

Adoro accompagnare la donna con cui mi sento pienamente a mia agio, la donna con cui si può parlare di tutto, con semplicità ed intelligenza, con cui si può ridere e scherzare senza permalosità, con cui si può dialogare e confrontarsi con la vita e pratica sessuale, insomma, nessuna nota dolente.

Anche queste settantadue ore sono quasi alla conclusione, ora si sente che il tempo ci è sfuggito via velocemente, in maniera impercettibile, di fatti non gli davamo mai retta, per noi era scandito solo dalle nostre voglie, di qualunque natura fossero.

Prima di finire le valigie e lasciare la nostra stanza che a detta sua odorava di sesso, ha preso il calendario e mi ha chiesto se fossi libero in un altra data. A mia conferma, ha cercato un altro hotel dove potessimo passare ancora dell’altro tempo, perché per a lei ora piace fare così con il sottoscritto.

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