accompagnatore donne venezia

Accompagnatore donne Venezia, reportage di una giornata.

Accompagnatore donne Venezia, reportage di una giornata è il titolo che voglio dare aggi a tutte voi.
Come ben sapete, quando vado in missione, in alcune volte vi riporto cos’è accaduto durante l’appuntamento con chi mi ha ingaggiato, ma oggi voglio aggiungere qualche foto in più al racconto, si sperimenta sempre…

LA SVEGLIA

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La sveglia suona imperterrita alcune volte, ma io prontamente l’ho anticipata, nella mia testa c’è già tutto l’iter da sbrigare, primi di una partenza. Questa volta il vostro gigolo deve raggiungere Venezia.

Già, la donna in questione, che chiameremo Veronica, serviva un accompagnatore per donne a Venezia, mi ha contattato tramite il mio sito, mi ha subito esplicitato che voleva passare una giornata appunto a Venezia, città che non era riuscita ancora a visitare.
Ci si accorda subito sulla data e luogo d’incontro ed oggi appunto si parte.

Veronica mi dice che mi seguiva da tempo sul mio sito, ha voluto “studiarmi” per un po e poi si è decisa a fare questo passo, perché incuriosita dalla mia professione e da l’esigenza che aveva: necessitava di visitare questa splendida città con un uomo che la divertisse, non voleva pensare a nulla e voleva viversela tutto d’un fiato.

LA PREPARAZIONE

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L’accompagnatore per donne si prepara con tutta calma. Veronica mi ha chiesto se gentilmente potessi venir vestito in maniera casual, come mi vesto di solito tutti i giorni, niente vestiti o giacche, le odia. Pure lei vuole venir vestita sobria, ma mi sa passerà qualche mezz’ora in più del solito davanti allo specchio. Durante la mia vestizione e il componimento del trolley, ricevo un suo messaggio che mi dice:” Ciao Raul, questa notte ho fatto difficoltà ad addormentarmi, ti avevo sempre in testa, per prender sonno ho dovuto toccarmi…ora mi sto preparando…a dopo ;)” Mi sembra che come inizio giornata si prospetti alla grande!

LA PARTENZA

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Raggiungo la mia stazione ferroviaria, mi accomodo al posto prenotato, avverto Veronica che il mio treno è partito in orario e le mi conferma pure la sua partenza. Apro il PC e nel frattempo controllo la mail, guardo chi mi ha scritto su Facebook e poi mi sparo un bel film in streaming. Dopo qualche ora di viaggio, il vostro accompagnatore è arrivato a destinazione. Mi affretto a recuperare tutte le mie cose, scendo e mi dirigo in testa al binario dove ci siam dati appuntamento.

Lei è già li, la noto subito da lontano, in precedenza mi ha inviato un paio di sue foto, come non riconoscerla?
Altezza media, castana con i capelli mossi, porta una gonna ed un cappottino che le stanno divinamente, borsettina nera e la vedo che nervosamente, si gira un po a destra e un po a sinistra con lo sguardo, poi volge gli occhi sul telefono e digita qualcosa.

Sta scrivendo a me, sento vibrare il mio cel, ma io le sono quasi alle spalle, ad un metro da lei e in quel preciso momento si gira, mi riconosce, sorride e fa per darmi un bacio sulla guancia.
“Tanto piace, Veronica…Ma quanto sei alto?” “1.88, non ti va bene?” rispondo io. Risata generale.
Da ora inizia la nostra avventura.

IL TRAGITTO

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Chiacchierando in maniera molto spontanea ed allegra, ci dirigiamo verso la biglietteria per acquistare il biglietto del traghetto che ci porterà verso la zona della città in cui si trova il nostro albergo.
Mi chiede se conosco un po Venezia ed io le ribadisco che ci son stato già parecchie volte, sia per lavoro che per piacere, quindi qualche bel localino è già nella mia lista. Non vuole nulla di sfarzoso per andare a pranzo, vuole che ci pensi io, lei ha fatto solo lo “sforzo” di prenotare la camera dell’hotel per il resto è compito dell’uomo guidarla per le calli e in ogni angolo nascosto.

Saliamo sul barcone e la nostra conversazione si sposta sulla magia che questa città sa dare, di quanto siamo fortunati ad avercela in Italia e che è la giusta cornice per passare una giornata con il suo bell’accompagnatore.
Inizia ovviamente anche a scattare delle foto, di me, di lei con il panorama che ci fa da sfondo.

Dopo una trentina di minuti, sbarchiamo, mappa digitale alla mano e ci dirigiamo a destinazione. La sua euforia è in costante aumento, la mia pure ma è un po più contenuta. Traspare felicità, sorride costantemente, mi prende la mano e mi fa “non so come andrà questo incontro, ma ora sono già un sacco contenta di averti chiamato e di essere qui con te!”

ARRIVO IN HOTEL

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Dopo circa una decina di minuti, passando da ponte a ponte, attraversando i primi canali e fermandoci a fare qualche foto per lei, immortalata tutta spumeggiante, arriviamo a destinazione.

Un hotel di tutto rispetto, con una storia di ben seicento anni, uno spettacolo sia per la sua ubicazione che per l’arredo, con ancora del mobilio originale dell’epoca. Check in fatto, ci danno la chiave della stanza, una suite per l’occasione, situata all’ultimo piano della struttura.

Appena entrati, Veronica butta la sua borsetta sul divano, curiosamente controlla le stanze della camera e poi si lancia sul lettone e pancia in su dicendomi:”ma allora, questo bacio di benvenuto me lo dai o devo prendermelo?”
“Dai, te lo sei guadagnato!” le rispondo sorridendo…mi avvicino lentamente a lei, le prendo le mani e l’accompagno ad alzarsi, ci guardiamo e iniziamo a conoscerci, con tutta la calma del mondo.

“Guarda che sono affamata e non solo di te” fa lei sorridendo. “dove mi porti, mio bel gigolo a Venezia?”
Si intuisce che la nostra creatura necessita di sfamarsi, quindi scendiamo le scale, e scesi nella corte, ci accendiamo una sigaretta ed iniziamo a valutare un paio di posti che il web ci suggerisce. Uno ci piace molto e ci si incammina verso. La nostra conversazione continua quasi senza soste, tra la gente che sembra osservarci, perché traspariamo una felicità contagiosa.

IL PRANZO

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Arriviamo a destinazione, abbiamo scelto un bacaro tipico di Venezia, con una svariata scelta di ombre (vini in calice) e di cicheti (spuntini) da scegliere e consumare sia al banco che su un posto nella tipica piccola saletta da pasto. “Senti Raul, ti va di bere un aperitivo pre-pranzo? Oggi voglio bere un po, non devo mica guidare…”
mi fa con uno sguardo furbo ed in cerca di approvazione. “Ma molto volentieri” le rispondo io, quindi prendiamo due calici e ci mettiamo fuori del locale a chiacchierare e a sorseggiare il nostro vino.

Dopo un po il cameriere ci chiama e ci fa accomodare, finalmente il nostro ordine è pronto, ci sediamo ad un tavolino per due, rigorosamente rustico e veniamo serviti con un fare amichevole. L’atmosfera che si respira è leggera, c’è del buon cibo, dell’ottimo vino e la compagnia è una delle migliori. Tra un brindisi e l’altro, Veronica ammicca, sorride, fa trasparire tutte la sua felicità e voglia che ha di me.

Mi parla di sesso tra le righe, mi guarda come se mi spogliasse con gli occhi, conosco bene questo sguardo.
Io contraccambio, è una bellissima ragazza, solare, intelligente, simpatica e con un carattere terra terra, vino al vino, non se la tira minimamente e come persona già risulta adorabile e dolce.

IL RITORNO IN STANZA

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E sì, è arrivato il momento di raggiungere la nostra stanza. Finito di mangiare, il clima dei nostri discorsi aveva perso ogni tipo di tensione, di paura, di incognita.

Si continuava a parlare a ruota libera, l’alcool sicuramente è stato un buon catalizzatore del momento, i baci si son fatti più intensi e le mani si facevano strada sotto i vestiti, giusto il tempo di assaggiare la pelle altrui.
Senza parlare, fatto l’ultimo sorso di digestivo ed acceso una altra sigaretta, mi prende la mano e ci dirigiamo verso le nostre stanze, consapevoli entrambi di cosa sarebbe successo da li a poco.

“Sono un po allegra mi sa e mi piace” fa Veronica, continuando a comminare e tenendomi per mano.
“Ora non pensare che beva tutti i giorni, ma oggi ho voluto così, non ti offendi mica?”
“Adoro le cattive ragazze” le rispondo al volo e come per magia ci troviamo all’entrata dell’albergo.

IL SESSO

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Ebbene, qui ci si ritrova tra queste mura, consapevoli, pienamente coscienti ed ampiamente eccitati e curiosi che non si ha nemmeno il tempo di capire dove sia situato il bagno che lei inizia a baciarmi vigorosamente, non si ferma, è più affamate di prima e sembra che il pranzo nel le basti per sentirsi sazia di me…

Ormai il pudore l’abbiamo perso pochi minuti fa per strada, un bacio tira l’altro, le mani non si fermano più per sfiorare la pelle ma, come delle furie, si insinuano nelle parti intime, cercando a vicenda quei punti erogeni che fanno eccitare l’altro. Stop! Passaggio obbligatorio a farci una doccia, il momento spezza un po l’atmosfera di passione, ma obbligatorio lo è.

Ora non vi scriverò la lista delle posizioni che abbiamo o che non abbiamo fatto, magari perché Veronica è una tipa senza troppe pretese nelle posizioni oppure perché sembra una circense a letto, no, voglio lasciare questo reportage, anche più illustrato del solito, per comunicare a chi mi cerca, un opzione di come avvenga un mio incontro.

Poi l’appuntamento può essere organizzato nella città che tu preferisci, in hotel oppure comodamente rimanendo a casa tua, a te la scelta.

E tu, come organizzeresti un appuntamento con il sottoscritto?

Organizza ora l’appuntamento con l’accompagnatore per donne a Venezia o nella tua città.

Fallo ora, clicca qui!

Il gigolo che ti raggiunge in tutta Italia ed estero.

4 comments

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  1. Jessica

    Ciao Raul, una curiosità: ma come fai a non innamorarti quando ti capitano delle clienti così adorabili e con cui trascorri dei momenti così romantici e intensi? 😉

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